I DANNI DA INCENDIO

E' alquanto limitativo pensare che i danni causati da un incendio riguardino esclusivamente ciò che brucia; quando purtroppo si è costretti ad assitere ad uno scenario che presenta gli effetti di un incendio, più o meno grave, e specialmente quando ci si trova a dover affrontare il ripristino di quanto è stato interessato dal fenomeno, ci si rende ben presto conto che gli ambienti e quanto in essi contenuto presentano diversi tipi di danno :

da FIAMMA: le fiamme si spostano da un oggetto all'altro e
quanto viene direttamente a contatto viene bruciato.

da CALORE: il calore prodotto si irradia e può causare la fusione, la rottura e persino la frantumazione degli oggetti circostanti a secondo della distanza dalle fiamme, dalla temperatura raggiunta, dal tempo di esposizione, dal tipo di materiale interessato;

da FUMO: gli oggetti vengono ricoperti da fuliggine, odore e non solo;

da BAGNAMENTO: i mezzi utilizzati per arrestare l'incendio o la rottura di impianti idrici provocata dal calore o dalle fiamme può allagare l'immobile o semplicimente bagnare gli oggetti che possono risentire, a seconda dei casi e della tipolgia di oggetto, più o meno del contatto con il liquido.

FUMO

Difficile immaginarlo ma il fumo può devastare un immobile e il suo contenuto senza che le fiamme si siano necessariamente manifestate in tutte le stanze dello stesso: anche il più piccolo incendio spento rapidamente può comunque causare danni.


Mentre il fumo sembra visivamente dissiparsi rapidamente con un adeguata e necessaria circolazione dell'aria negli ambienti, il rapido raffreddamento delle particelle che lo compongono lasciano comunque un film e un odore in grado di penetrare in ogni dove (PM).

Molto spesso la fuliggine viene ritrovata nelle canalizzazioni, cablaggi, tubi, strutture in cartongesso, arredi, apparecchi di illuminazione e prese elettriche, prese d'aria, armadi chiusi, ovunque.


Il fumo agisce come un acido e si "ciba" dei materiali; prima si agisce, maggiore è la probabilità di prevenire danni permanenti.

Le superfici metalliche possono arrugginirsi e corrodersi se le particelle di fuliggine vengono lasciate in posizione alcuni giorni; pareti, soffitti e pavimenti necessiterebbero di un intervento in non più di un giorno o due; i mobili in legno non più di poche ore onde evitare il formarsi di macchie; fibre sintetiche e articoli porosi, addirittura pochi minuti: più a lungo si posticipa l'intervento di bonifica, maggiore sarà il danno e tempi di ripristino.

Purtroppo è raro, se non quasi impossibile, intervenire così velocemente specie se ci si trova di fronte ad un evento coperto da assicurazione il quale richiede tempi indiretti di gestione dell'iter del sinistro assicurativo che ne deriva (denuncia alla Compagnia, intervento dei periti, dei risanatori, ecc.) e pertanto è assai improbabile arrestare il processo dannoso rendendo in alcuni casi il recupero di un bene tecnicamente impossibile e/o economicamente non conveniente: il costo di bonifica è un fattore da valutare in considerazione del valore del bene stesso in quanto, per alcuni articoli, potrebbe costare significativamente di più il loro salvataggio che la loro sostituzione.

DOPO UN INCENDIO

E' SICURO FREQUENTARE I LOCALI?

la risposta è no. Non importa quanto grave ed esteso sia stato l'incendio.


La prima causa di morte correlata agli incendi è l'inalazione di fumo, come già detto, le fiamme e il calore provocano la fusione e la bruciatura degli oggetti, il fumo non distrugge subito e direttamente, tuttavia è incredibilmente pericoloso e tossico per la salute.

Impossibile conoscere l'esatta composizione del fumo/particolato, gli oggetti bruciati, le temperature raggiunte e la quantità di ossigeno disponibile contribuiscono tutti a determinare il tipo gas prodotto. Ne è un esempio la bruciatura del legno che sprigiona gas completamente diversi rispetto a quelli sprigionati dalla materia plastica.


La sua inalazione aumenta la concentrazione di monossido di carbonio nei polmoni, il catrame e il carbonio sono solo due dei suoi sottoprodotti comuni, ma può contenere anche metalli pesanti e altre tossine. Se questi vengono inspirati possono continuare a causare conseguenze sulla salute e nei casi più gravi ed acuti provocare anche ustioni all'apparato respiratorio o ulteriori complicazioni che possono causare morte o danni permanenti: tosse, vomito, nausea, confusione e sonnolenza sono tutti segni di inalazione di fumo.


Se quanto sopra riguarda le fasi in cui le fiamme sono ancora presenti, non è da trascurare cosa rimane una volta che l'incendio viene domato; la fuliggine posatasi sulle superfici può vedersi ad occhio nudo ma le particelle (es. PM 10 / PM 2.5) depositate in luoghi non raggiungibili dal nostro occhio, esistono comunque e rappresentano un rischio.


È facile quindi comprendere che il fumo sprigionato dalla bruciatura di un solo un apparecchio in una determinata stanza, raggiunga in modo significativo anche gli altri locali ed oggetti dell'immobile.

Di fronte alla bruciatura di una cappa di aspirazione di una cucina, risolta rapidamente, non è irragionevole pensare che la camera da letto al piano superiore possa essere stata comunque contaminata.


Le particelle residue nei vestiti, negli arredi e nelle superfici, anche quando non visibili dunque non ne scongiurano la pericolosità.


Pensare che i rischi per la salute degli incendi vengano rimossi una volta che le fiamme sono state spente pertanto non è corretto.

Soggiornare in una proprietà che ha subito un incendio - sia che si possa vedere o meno il la presenza della fuliggine - è un rischio.

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