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Ghiaccio secco in pellet, il materiale usato nella sabbiatura criogenica
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Sabbiatura criogenica dopo un incendio: cos'è e come incide sulla stima del danno

La sabbiatura criogenica pulisce con ghiaccio secco, senza acqua e senza abrasione. Cos'è, come si confronta con gli altri metodi e perché incide sulla stima del danno.

La sabbiatura criogenica, in inglese dry ice blasting, rimuove fuliggine e residui di combustione sparando sulle superfici pellet di ghiaccio secco, cioè anidride carbonica allo stato solido. Non usa acqua, non è abrasiva e non lascia altro materiale da smaltire. Dopo un incendio può fare la differenza tra una superficie recuperata e una da demolire, e quindi pesa sulla stima del danno.

Le tre fasi della bonifica dopo un incendio

  1. Aspirazione industriale a secco. Toglie il primo strato di depositi, il più visibile. Serve sempre.
  2. Decontaminazione. Rimuove lo strato più radicato, quello penetrato nelle superfici. È qui che si sceglie il metodo: criogenico, abrasivo, con acqua, con solventi, manuale.
  3. Trattamento finale. Su pareti e soffitti si applicano prodotti che neutralizzano residui e odori rimasti.

Come funziona la sabbiatura criogenica

I pellet di ghiaccio secco vengono accelerati da un flusso di aria compressa e diretti sulla superficie. Lavorano tre effetti insieme:

  • L'impatto. Il pellet colpisce lo sporco, ma è un materiale tenero e trasferisce poca energia: l'abrasione è minima.
  • Lo shock termico. Il ghiaccio secco è a circa 78 gradi sotto zero. Lo strato di contaminante si raffredda più in fretta del supporto, si contrae e si stacca.
  • La sublimazione. All'impatto il pellet passa da solido a gas e si espande di colpo: la piccola onda d'urto solleva il contaminante.
Un operatore pulisce una parete annerita con la sabbiatura criogenica
Supporto (muro, legno, metallo) Fuliggine Pellet di ghiaccio seccoa circa 78 °C sotto zero Il gas si espandee solleva lo sporco
Impatto, shock termico, sublimazione: lo strato di fuliggine si stacca e il ghiaccio secco sparisce.

Il ghiaccio secco sparisce: a terra resta solo lo sporco rimosso. L'anidride carbonica usata è recuperata da altri processi industriali.

Il confronto con gli altri metodi

MetodoÈ abrasivo?Crea rifiuti secondari?Rispetta l'ambiente?È tossico?Conduce elettricità?Adatto a grandi superfici?
Sabbiatura criogenicanonosìnonosì
Sabbiatura abrasivasìsìsì*nonosì
Sabbiatura con sodaleggermentesìsì*nonosì
Idrolavaggio ad alta pressionenosìsì*no, se senza detergentisìsì
Pulizia a solventesìsìsì*sìsìno
Pulizia manuale con spugnenosìsì*nonono

* A condizione di smaltire correttamente i residui, che dopo un incendio sono rifiuti speciali.

Due note sulla tabella. L'idrolavaggio è veloce ed economico, ma introduce acqua nelle strutture e non si può usare vicino a impianti e apparecchiature elettriche. Le spugne sono delicate, tanto da essere usate nel restauro, ma il lavoro è manuale: vanno bene per piccole superfici e oggetti di pregio.

Un operatore con tuta protettiva esegue una sabbiatura abrasiva in un locale
Sabbiatura abrasivaEfficace, ma consuma la superficie e lascia a terra l'abrasivo usato.
Un operatore esegue una sabbiatura con bicarbonato su un serbatoio
Sabbiatura con sodaPiù delicata, con residui da raccogliere e smaltire.
Un getto di idropulitrice ad alta pressione su una superficie
Idrolavaggio ad alta pressioneVeloce ed economico, ma porta acqua nelle strutture.
Una mano con un guanto spruzza un detergente su una parete annerita
Pulizia a solventeManuale, adatta a piccole superfici; attenzione ai prodotti usati.
Una spugna a secco rimuove la fuliggine da una superficie
Spugne a seccoPer depositi leggeri e superfici delicate, a mano.
Un componente meccanico pulito per metà con la sabbiatura criogenica

Perché il metodo di bonifica incide sulla stima del danno

Per chi ha subito un incendio la domanda non è quale macchina sia migliore, ma che cosa cambia nel conto finale. Cambiano quattro cose.

  • Che cosa si recupera. Travi in legno, laterizi a vista e strutture che con un metodo aggressivo andrebbero sostituite possono essere bonificate e conservate. Questo sposta il confine tra ripristino e ricostruzione.
  • I danni in più. Un metodo ad acqua aggiunge umidità a locali già provati dall'incendio e dallo spegnimento. Un metodo a secco no.
  • I rifiuti. I residui di una bonifica dopo un incendio sono rifiuti speciali, e smaltirli costa. Un metodo che non ne produce riduce una voce che ha un limite in polizza: vedi spese di demolizione e sgombero.
  • Il fermo dell'attività. Macchinari e quadri elettrici si possono pulire senza smontarli e senza bagnarli. In un'azienda significa ripartire prima, e il fermo è un danno indiretto che spesso vale più del danno materiale.

Non è il metodo giusto per tutto: va scelto in base al materiale e al tipo di deposito, e negli ambienti chiusi richiede una buona aerazione, perché il ghiaccio secco libera anidride carbonica.

Che cosa facciamo noi

Nella stima del danno la bonifica è una voce a sé, e va valutata per intero: tutte le fasi, tutti i locali raggiunti dal fumo, con il metodo tecnicamente adatto a ogni superficie. È uno dei punti in cui una stima completa si distingue da una frettolosa. Se vuoi capire come i danni da fumo entrano nella tua polizza, parti da lì.

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