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Due persone esaminano dei documenti a un tavolo
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Il perito ha valutato meno il danno: che cosa puoi fare

La stima del perito dell'assicurazione ti sembra bassa? Perché due stime possono differire, come comportarti al sopralluogo e le strade previste dalla polizza.

In breve. Se la stima del perito della compagnia ti sembra bassa, non sei obbligato ad accettarla. Finché il danno non è stato definito con un accordo firmato, la polizza ti dà quasi sempre una strada precisa: nominare un tuo perito e far definire il danno dai due tecnici insieme. Nella maggior parte dei casi la differenza non nasce da cattiva volontà, ma da documenti che mancano, voci dimenticate o clausole lette in modo diverso.

Che cosa fa il perito della compagnia?

Dopo la denuncia di sinistro la compagnia incarica un perito. È un professionista preparato, e il suo compito è accertare causa, natura ed entità del danno, verificare che le dichiarazioni del contratto corrispondano alla realtà, stabilire il valore dei beni prima del sinistro e stimare il danno secondo le condizioni di polizza.

Fa il suo lavoro, e di solito lo fa bene. Il suo incarico però arriva dalla compagnia: non è lì per spiegarti quali garanzie della tua polizza non stai usando, né per cercare le voci di danno che tu non hai indicato.

Perito e liquidatore: chi decide che cosa?

Il perito è un tecnico esterno: accerta e stima. Il liquidatore è la persona della compagnia che esamina la perizia, autorizza il pagamento e lo dispone. Con il perito si discute il merito tecnico del danno; è con la compagnia, tramite il liquidatore, che il danno si chiude.

Perché due stime possono essere diverse?

Due tecnici seri, davanti allo stesso danno, possono arrivare a cifre diverse. Le ragioni più frequenti:

  • Documenti che mancano. Quello che non è provato non entra nella stima: fatture, fotografie, elenchi incompleti.
  • Voci dimenticate. I danni da fumo nelle stanze non bruciate, le spese di demolizione e sgombero, le bonifiche, i danni indiretti. Se nessuno le mette sul tavolo, nessuno le stima.
  • Il criterio di valore. Valore a nuovo, valore allo stato d'uso e valore commerciale sono tre cifre diverse per lo stesso oggetto: quale si applica lo dice la polizza.
  • Le clausole. Franchigie, scoperti e limiti di indennizzo riducono l'importo anche quando la stima del danno è corretta.
  • La somma assicurata. Se i beni valevano più di quanto era assicurato può scattare la regola proporzionale, a meno che la polizza sia a primo rischio assoluto.

In tutti questi casi alzare la voce non serve. Serve riportare sul tavolo documenti, voci e clausole, una per una.

Come comportarsi al sopralluogo del perito?

  1. Fatti trovare con la polizza completa: scheda e condizioni di assicurazione.
  2. Fotografa tutto prima e non buttare niente: la maggior parte delle polizze chiede di conservare tracce e residui del sinistro fino alla liquidazione.
  3. Prepara un elenco scritto di ciò che è danneggiato o sottratto, con i documenti che trovi.
  4. Mostra anche i locali che sembrano a posto: fumo e acqua arrivano dove non te li aspetti.
  5. Rispondi alle domande con precisione, e se una cosa non la sai dillo: si può verificare dopo.
  6. Non firmare ciò che non hai capito, e chiedi copia di tutto quello che firmi.
  7. Annota data, persone presenti e che cosa è stato visto.

Non sei d'accordo con la cifra: che cosa prevede la polizza?

Una proposta è una proposta: puoi chiedere come è stata calcolata, voce per voce, e puoi non accettarla.

Le condizioni di polizza dei rami danni prevedono quasi sempre la perizia contrattuale: il danno viene determinato d'accordo tra le parti oppure, se una delle due lo chiede, da due periti, uno nominato dalla compagnia e uno da te. Se i due periti non trovano un accordo ne nominano un terzo, e sui punti controversi si decide a maggioranza. Ognuno sostiene la spesa del proprio perito e metà di quella del terzo. Non è una causa e non è un arbitrato: è il modo ordinario, previsto dal contratto, per definire un danno importante.

Nella nostra esperienza, più di 9 pratiche su 10 si chiudono senza bisogno di un legale, e il terzo perito serve di rado.

Che cosa non firmare senza averlo capito?

L'atto con cui si definisce il danno (può chiamarsi atto di accertamento, atto di liquidazione, atto di transazione e quietanza, verbale di accordo) chiude la pratica: dopo la firma, riaprire la discussione è molto difficile. Prima di firmare controlla che ci siano tutte le voci, che siano chiari franchigie e scoperti applicati e, se la polizza è a valore a nuovo, come e quando verrà pagato il supplemento.

Quando ha senso chiamare un perito di parte?

L'ideale è prima del sopralluogo del perito della compagnia. Ma ha senso anche dopo, e anche se hai già ricevuto una proposta: finché il danno non è stato definito con un accordo firmato, puoi nominare il tuo perito. Nella prima telefonata, gratuita, guardiamo insieme la proposta e la polizza e ti diciamo con franchezza se c'è margine oppure se la proposta è corretta così.

Hai subito un sinistro? Chiamaci.

La prima consulenza è gratuita: ti diciamo subito cosa prevede la tua polizza e se conviene farsi assistere.